Ancora una volta questo mese appena passato lo abbiamo attraversato partecipando a molti funerali di donne assassinate, da uomini dal carattere molto vile. Alcune di loro potevano essere salvate da questa mattanza, e per questo qualcuno ha inveito contro la magistratura, altri contro i carabinieri tutti colpevoli di non aver tenuto nella dovuta gravità e serietà la denuncia fatta contro gli assassini, per le ripetute minacce e violenze commesse. Nessuno, invece sembra voler prendere atto della grave carenza giuridica che permette simili tirannici abusi, che noi di Betta stiamo denunciando da alcuni anni anche con la proposta, fatta conoscere ad alcune deputate e ad alcuni avvocati, ma non presa in considerazione in quanto limiterebbe la libertà personale dell’uomo, di prevedere l’obbligo, per le autorità di polizia e per il magistrato, dell’allontanamento dalla donna minacciata, di almeno 500 km con l’obbligo di firma tre volte la giorno presso il locale ufficio di polizia giudiziaria e la perdita temporanea della patria potestà, questo perché troppe volte i figli sono stati spettatori di violenze e delitti, del vile prepotente.
E sì, perché ancora oggi la donna è vista, anche da parte di molte delle stesse donne, come un oggetto del quale l’uomo, ma non solo, potersi servire a suo piacimento, come nel caso delle prostitute, in cambio di qualche spicciolo, oppure da tenere un po' più in considerazione se invece porta un anello al dito, nessun rispetto e considerazione negli altri casi.
Questo che abbiamo appena scritto riguarda l’urgenza immediata, ma abbiamo un’altra urgenza ed è quella della scuola e quindi dell’educazione dei bambini al rispetto reciproco, al rispetto delle differenze, al rispetto dell’amore che non è, e non può essere, possesso fisico, psichico e sentimentale; e allora che cosa fa la scuola, quasi nulla; è vero che il mondo della scuola ha mille problemi e tutti drammaticamente seri, da quello della loro messa in sicurezza fino a quello di cui stiamo parlando. E’ solo che la scuola è stata sempre vista, considerata e trattata come spesa, necessaria, ma una spesa per lo “Stato”; mai è venuto in mente a qualche ministro che la scuola è un investimento che da reddito e che arricchisce in modo esponenziale la collettività; basta vedere quello che succede ai laureati, e non da oggi, noi “spendiamo” per far studiare i nostri ragazzi, poi si laureano e non trovando l’adeguato riconoscimento intellettuale e culturale in patria, vanno a realizzare il frutto dei loro studi in un altro paese, che leccandosi le labbra, si trova intelligenze completamente gratis, ma non solo, queste intelligenze inventano un prodotto e questo paese fortunato farà pagare al nostro i diritti per avere la proprietà dell’ingegno intellettuale dei nostri figli. Secondo alcune stime l’Italia perde in cervelli e brevetti da loro realizzati, e che paga per utilizzarli, dai due ai tre miliardi di Euro l’anno.
Nonostante i 150 anni siamo un paese ancora giovane e lontano da una struttura e mentalità rinnovatrice, non siamo ancora capaci di frenare la corruzione nella pubblica amministrazione, non riusciamo, se non in modo stentato, a darci leggi di civiltà e di progresso, che anche quando emanate rimangono sempre appese a comportamenti negligenti.
E’ da queste considerazioni che dobbiamo partire se vogliamo mettere un freno alla grave piaga dell’assassinio delle donne, e non solo.
Clara

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