Il 13 maggio passato, mentre a Matera, organizzato dalle mirabili donne Laura Caradonna e Antonella Pagano, si svolgeva, presso la Monumentale Chiesa degli Artisti e del Cristo Flagellato, il convegno evento “Fin da Bambina”, e un gruppo di bambini della scuola elementare Giovanni Pascoli leggevano “La Carta dei Diritti della Bambina e del Bambino”, in una altra località della nostra Italia un uomo picchiava selvaggiamente, e davanti ai propri figli, la propria moglie dalla quale stava divorziando.
Quest’uomo, separato dalla propria moglie e in procinto del divorzio, che non aveva e non voleva accettare, stava da molti giorni, forse alcuni mesi, perseguitando la ex consorte con ogni mezzo: telefono e improvvise apparizioni sotto la sua abitazione e nel posto del di lei lavoro, con un vero e proprio stolking, che la signora aveva denunciato alle autorità, le quali nel rispetto delle norme di legge, avevano solamente potuto intimare all’uomo di stare lontano dalla donna e dai luoghi da lei abitualmente frequentati.
Naturalmente l’intimazione non è servita e l’uomo l’ha violata più volte. Fino al giorno dell’aggressione violenta, perpetrata oltretutto davanti ai propri bambini terrorizzati. Tutto questo avveniva nello stesso momento in cui, invece a Matera, i bambini della Giovanni Pascoli recitavano ad alta voce e difronte ad un numeroso pubblico femminile, ma con la presenza di moltissimi uomini, il sesto principio della “Carta dei Diritti della Bambina e del Bambino” che testualmente dice: “perché lo sviluppo della personalità possa dirsi ed essere armonioso, vanno assicurati alla bambina/ragazza e al bambino/ragazzo: amore, comprensione, cure, atmosfera d’affetto e di sicurezza materiale e morale; in questo consiste la responsabilità genitoriale.”
Che crimine quest’uomo ha commesso, oltre a quello di aver picchiato una donna, la mamma dei suoi bambini, quello di aver provocato nei propri figli, verso i quali dovrebbe avere una responsabilità educativa e affettiva straordinarie, un trauma certamente non facilmente superabile.
E’ per questo che il nostro giornale in più edizioni ha chiesto ai parlamentari, soprattutto alle donne parlamentari, un progetto di legge che, nei casi di accertato stolking, veda l’uomo responsabile, allontanato dalla donna o dalla famiglia per almeno una distanza di 500 kilometri, con l’obbligo di tre firme nell’arco del giorno presso le autorità di polizia e che gli venga sospesa, anche se solo temporaneamente, la patria potestà.
E’ ormai una esigenza accertata e non rinviabile, pena drammatiche situazioni come quella raccontata, che anche senza morti o lesioni permanenti alla donna, reca ai bambini danni psicologici e di sviluppo della personalità, non prevedibili. E’ quindi una esigenza giudiziaria non rinviabile, assieme a quella di una nuova educazione civica e comportamentale da sviluppare nelle scuole e presso le famiglie.
Sta di fatto che nessuno si è preso la briga di modificare norme che non tutelano i più deboli, in un paese dove la legislazione è improntata ad un buonismo pericoloso, perché non risolvendo alcun problema, favorisce il nascere di pericolose spinte a perpetrare il crimine di fatto non perseguito, e di contro atteggiamenti eversivi, razzisti, senofobi.
La dimostrazione più chiara è data dall’arrivo dei barconi con i profughi sopravvissuti ai frequenti naufragi, dove assistiamo alle lacrime commosse di parlamentari e autorità varie, della durata del solo sbarco degli esuli, che successivamente vengono abbandonati a loro stessi e rinchiusi in veri e propri ghetti, dai quali, comunque, possono uscire, o fuggire, a loro piacimento diventando così utile manovalanza per la criminalità organizzata che li usa per lo spaccio di droga, come carcerieri di profughe trasformate in prostitute, furti, e altri crimini come violenze varie e stupri.
La splendida manifestazione di Matera proposta dalla Consulta Femminile di Milano e dalla poetessa materana Antonella Pagano insieme all'azione più incisiva di una legislazione meno permissiva e buonista, ci auguriamo possano operare l'auspicabile significativa contrazione dell'alto tasso di violenza sia di genere che familiare riscontrabile nella collettività italiana.
Di più è difficile dire
Clara

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