Il 2017 è cominciato con l'invito dell'Europa a nostro paese a riordinare i conti, che un governo al limite del costituzionale, ha ingarbugliato e reso incontrollabili. Il pericolo di un "commissariamento" del nostro paese si fa sempre più incalzante e, anche se non avverrà, sarà pur sempre il segnale del degrado politico e culturale nel quale ci troviamo e stiamo avviando.
Il 2017 prosegue sulla stessa linea, quella del "tira a campà", senza un minimo di progetto economico/ politico, di riordino dei conti e di riportare il debito del paese a livelli accettabili. Ricomincia la moina dei politici affabulatori, in romanesco "ciarlatani", che proseguono ad annunciare che non si devono e non si aumenteranno le tasse, che di fatto aumentano ogni volta, che si troveranno le risorse nel risparmio e nelle privatizzazioni, come se privatizzare delle imprese non significhi impoverire ulteriormente il paese.
La vera tragedia è che la caduta dei cosiddetti paesi del "socialismo reale" hanno fatto tracollare quelle opposizioni che, pur non essendosi affrancate dallo stalinismo, rimanevano pur sempre, partiti o movimenti di opposizione, freno a devastazione della cosa pubblica e imponevano politiche di soddisfacimento dei bisogni del mondo del lavoro e delle fasce più deboli della società.
Ci troviamo in parole povere monchi di una vera opposizione che, con un progetto di governo , potesse imporre a tutti soluzioni nell'interesse dei cittadini; quello che veniva chiamato "governo ombra". Una opposizione che sappia richiamare il paese ai quei sussulti popolari che impongono scelte progressiste e democratiche.
Il problema vero è dove trovare le risorse per il risanamento e per il rilancio economico e produttivo dell'Italia. Il rilancio può avvenire solamente attraverso una maggiore capacità di spesa delle famiglie, e da una ripresa produttiva delle nostre imprese; un aumento della capacità produttiva nasce da una politica commerciale internazionale avveduta, da una seria lotta alla grande evasione fiscale e alla fuga di capitali monetari e umani. E' ridicolo che un paese investa nella preparazione culturale dei propri giovani, poi li regali ad altri paesi; e che della genialità dei suoi figli debba pagare moneta, per i loro brevetti, alle casse estere.
E' necessaria una vera rivoluzione culturale dei cittadini affinché possano imporre, alla guida del paese, uomini onesti e capaci. E' necessario che si realizzi quella che è stata chiamata "la politica dell'alternanza", cioè della capacità del paese di licenziare coloro che hanno fallito nella loro missione, ma soprattutto nel pretendere rapporti diversi cittadini/politica/istituzioni con il riconoscimento della partecipazione attiva di tutti, nella scelta del percorso da fare verso il domani.

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