Né maschio, né femmina. Leo ha 10 anni la maggior parte della sua vita l’ha vissuta come una donna, ma ora ha cominciato a parlare apertamente della sua sensazione del non riconoscersi pienamente in un genere né in una condizione sessuale, ma di sentirsi a tutti gli effetti «un non-genere». Si un a-gender, desideroso di non essere «classificato» come maschio o femmina (quello che ad esempio, l’Australia ha definitivo per legge «genere neutro», permettendo la registrazione di una persona senza un genere specifico.
Leo racconta in una lettera aperta alla BBC, che per il momento si veste come un ragazzo e ha preso un nome maschile, «Non so a quanti anni ho identificato che non mi sentivo bene con me stesso, la prima persona con cui ne ho parlato è stata il mio maestro di scuola, perché mi sentivo frustrato per via di un gioco in cui le bambine non potevano ricoprire ruoli che invece avevano i maschi, non mi sentivo un bambino. Pensavo di essere un ragazzo, perché non mi sentivo, e non mi sento, del tutto una ragazza. Ci ho provato per un pò, ma non funziona. Continuo a mettermi i pantaloni, perché per il momento non sarei in grado di indossare un reggiseno. Non starei a mio agio», continua, in una lettera che è tutta da leggere. Poi finalmente, Leo, trova il coraggio e affronta il suo problema anche con la sua mamma. «Sapevo che sarebbe stata totalmente solidale», ha scritto ancora ritenendosi «molto fortunato per l’atteggiamento e la comprensione ottenuta. I miei genitori non mi hanno mai messo fretta: sono meravigliosi».
A seguito della confessione, « la mamma mi ha chiesto come mi sarei definito. Sei sempre stato più attratto da ragazzi: ti diresti un uomo, gay o etero?». A questa domanda Leo non ha saputo rispondere. Pensava « non sono un ragazzo, non sono una ragazza mi sento nel mezzo».
Ora che è riuscito a parlarne, però, si sente «molto più felice di prima, più rilassato e mi sento in grado di parlare senza essere intimorito. Non ho bisogno che la gente capisca, solo che le persone non siano scortesi», confessa con l’ingenuità e la saggezza che sono che sono proprie di un bambino.

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